L'amore di tutta una vita, Luciana Peverelli, edizioni mani di fata

Titolo: L'amore di tutta una vita
Autrice: Luciana Peverelli
Edizioni mani di fata
Anno 1939
In vendita a 8 euro spedizione esclusa

"Non c'è donna al mondo che non attinga forza, fiducia in se stessa ed anche felicità nel sentirsi amata, anche se chi l'ama è lontanissimo dal suo cuore e non sarà mai niente per lei" Luciana Peverelli.
Luciana Peverelli (Milano 1902-1986) fu giornalista, traduttrice e, soprattutto, prolifica scrittrice di romanzi rosa, ne pubblicò più di 400. Una donna coraggiosa che si oppose al regime fascista e divenne partigiana.
Autrice di vari romanzi diretti a un pubblico prettamente femminile, fu con Liala una delle maggiori esponenti del romanzo rosa. Collaborò con i suoi racconti a varie testate femminili, alternando storie d’amore legate all’attualità del tempo a intrecci anche polizieschi. Fu direttrice a partire dal 1963 del settimanale “Stop”.
Giovane nel periodo fascista visse l’accelerazione di un mutamento so-ciale, sfuggito al regime e in buona misura anche agli storici: quello della crescente diffusione della dimensione casalinga della donna, il cui ruolo veniva - nonostante tutto - accresciuto da molti fattori: la diminuzione del numero dei figli e il conseguente maggior tempo libero, l’aumento della scolarizzazione, la possibilità di disporre di nuove aperture verso l’esterno (come la radio), la tendenza all’espulsione dalla fabbrica della manodopera femminile e così via. Non andrebbe poi trascurato il peso giocato da nuove forme di pubblicità e di distribuzione commerciale, a partire ovviamente dalle grandi città e in particolare da Milano con la Rinascente e l’Upim. Anche per tale via la modernizzazione frantumava l’ideologia eroica del regime e l’immagine retorica della donna-procreatrice si scolorava in quella della donna-consumatrice (C. Dau). (Fonte)
Scrittrice leggera, fatua, Luciana Peverelli (1902-1986) lo fu per necessità e infine per scelta. Era la concorrente di Liala, ma a differenza della prosa zuccherina e indigesta di quest’ultima, la Peverelli poteva vantare qualcosa di più che accettabile. I romanzi di Luciana Peverelli sono in qualche modo leggibili e in un altro qualche modo apprezzabili. La scrittrice milanese ha una preparazione di fondo che le consente una scrittura piana ed essenziale, quanto viva nei passaggi essenziali. Siamo di fronte a qualcosa di povero da un punto di vista concettuale, ma di non trascurabile da un punto di vista descrittivo. La Peverelli si ferma sulla soglia delle disamine sociali e delle problematiche esistenziali, quasi ammettendo la sua incapacità di andare oltre, ma nei limiti in cui si muove, la scrittrice fa vedere le proprie qualità letterarie. Intanto, la Peverelli è spesso sintetica ed essenziale. I suoi dialoghi sono convincenti, le sue descrizioni dei personaggi e delle situazioni colpiscono per grande padronanza della materia.(Fonte)